" /> Lassù tra le montagne si balla all'insegna della natura: Bolzano Danza fa 40 con un programma festoso e superlativo

Aprite l'agenda di luglio e preparate il passaggio a Nord-Est: da Vienna a Venezia, via Bolzano, si danza con i migliori

Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco con i tre curatori, Barbieri (musica), Dafoe(teatro) e McGregor (danza) che giganteggia

 Luglio è un mese clou per gli appassionati della danza contemporanea, sempre più numerosi, infoltiti anche dalle pattuglie di neo-convertiti al performativo dalle sempre meno esaltanti platee del cosiddetto ‘teatro di parola’. 

 Tradizionalmente il grande palinsesto degli appuntamenti con le novità e il meglio della danza internazionale d’estate si gioca tutto nel passaggio a nord-est, sull’asse Vienna-Venezia, con passaggio da Bolzano.

 Si comincia con ImPulsTanz, dal 1985 ormai una delle manifestazioni più importanti in assoluto di questo settore, che si svolge dal 10 luglio al 10 agosto a Vienna. Un appuntamento di tale livello, che oltretutto si affianca ad altre pregevolissime manifestazioni estive della ex capitale imperiale (dalla rassegna dedicata a Strauss alle Wiener Festwochen), che già un semestre prima l’organizzazione si premura di comunicare gli ‘highlights’ del cartellone al Burgtheater e di mettere in vendita i primi biglietti. 

 Per l’edizione del 2025 l’apertura in grande stile è una sorta di monografia esclusiva sul Tanztheater Wuppertal fondato da Pina Bausch e dal 2022 diretto da Boris Charmatz, ballerino e coreografo francese di fama, che ha comunque mantenuto anche la sua compagnia originaria francese Terrain. Si parla dunque di un polo franco-tedesco di straordinaria importanza, non solo dal punto di vista per così dire ‘storico’, gestendo l’eredità di una delle grandi innovatrici della scena europea come Pina Baush, ma anche per il tentativo di rinnovamento che la creatività e il coraggio d’autore di Charmatz stanno operando.

Uno dei primi nuovi lavori presentati, il kolossal extra-teatrale ‘Liberté Cathédrale’, con entrambe le compagnie in scena per un denso racconto al presente, ha sorpreso davvero tutti per imprevedibilità e contenuto in occasione dell’allestimento in una ex fabbrica per la Biennale di Lione del ’23.

 A ImPulsTanz da Wuppertal tornerà in scena ‘Café Müller’, lo spettacolo del 1978 tra i più conosciuti di Pina Bausch. Volendo, a Vienna, si può rivedere questo classico di fine Rivoluzione Settanta anche in una grandiosa serata unica in tre parti, intitolata ‘CLUBAMOUR’, in cui sono previsti anche ‘Aatt enen tionon’ e ‘herses, duo’ di Charmatz, che sono poi lavori che il danzatore-coreografo aveva presentato proprio a ImPulsTanz, nel 1996 e nel 1997. Ultima chicca: dopo 32 anni ritorna in scena anche il leggendario pezzo ‘Nelken. Ein Stück von Pina Bausch’, con la nuovo ensemble. 

 Altro elemento di richiamo la presenza, per la prima volta ospite della rassegna viennese, di Sasha Waltz, con il suo brillante ‘In C’ to Minimal Music di Terry Riley, con musica dal vivo di The Young Gods, band svizzera ‘post-industrial’.

Tra l’altro Waltz sarà poi tra i docenti della parte formativa di Biennale Danza Venezia, ma è solo il primo degli inevitabili corsi e ricorsi tra le due grandi rassegne. Terzo titolo forte di ImPulsTanz 2025 sarà ‘Thikra: Night of Remembering’, atteso nuovo spettacolo della compagnia itinerante internazionale del coreografo Akram Khan.

 Questo per stare solo agli highlights ché ovviamente poi il mese di appuntamenti con la danza contemporanea a Vienna presenta una varietà incredibile di offerte artistiche. Si notano, tra gli altri, François Chaignaud, che dal 2004 è un po’ di casa a ImPulsTanz, che con la musicista Nina Laisné e la performer Nadia Larcher presentano in prima mondiale ‘Último Helecho’, una singolare celebrazione dell’estetica barocca e della mitologia sudamericana.

Si attendono i nuovi titoli di altri nomi di richiamo come Anne Teresa De Keersmaeker, Mette Ingvartsen e Marie Chouinard; ancora, William Forsythe sarà al MAK - Museo di Arti Applicate con una mostra e si punta anche tanto sulle Young Choreographers Series, la selezione di una giovane generazione a cui Vienna offre la possibilità di presentare le prime opere. 

'Nelken' di TanzTheater Wuppettal con Terrain, a ImPulsTanz 2025 (foto di Uwe Stratmann)

 ImPulsTanz è anche una grande vetrina internazionale, meta obbligata degli addetti ai lavori di mezzo mondo, anche italiani, e quindi facilmente vedremo poi alcuni spettacoli viennesi a TorinoDanza piuttosto che ai Festival di Reggio Emilia o nella rassegna milanese di Triennale Teatro FOG.

Dal 17 luglio si apre poi a Venezia la nuova Biennale Danza di Wayne McGregor e dal 18 si sovrappongono addirittura gli appuntamenti di Bolzano Danza, allargati peraltro un po’ a tutto il territorio del SudTirolo.

Dopo la splendida edizione del quarantennale, la Fondazione Haydn e soci hanno affidato TanzBozen a due nuovi curatori, francesi - il che è pur sempre una notizia, nelle terre che furono delle rivolte popolari antinapoleoniche -, Anouk Aspisi e Olivier Dubois. Singolare che Aspisi e Dubois abbiano scelto di avviare un nuovo percorso tematico triennale, intitolato ‘Trilogia della Passione’, e la prima tappa, quest’anno, sia dedicata proprio alla ‘Insurrezione’. 

 Ohibò, per non sembrare nemmeno lontanamente neo-hoferiani, da Bolzano Danza specificano che per Insurrezione s’intende ‘non la semplice idea di rivolta, ma un processo di trasformazione profonda e istintiva, portatore di rottura e detonatore di nuove consapevolezze’.

Ovviamente anche questa rassegna ha già il suo highlight degno di nota, grazie alla presenza in apertura della compagnia del celebre Angelin Preljocaj, che venerdì 18 luglio nel Teatro Comunale di Bolzano presenta il nuovo ‘HELIKOPTER/LICHT’ (che i più fortunati possono vedere al debutto assoluto tra pochi giorni, il 10 aprile, al De la Ville di Parigi): uno dei lavori più iconici del repertorio di Ballet Preljocaj, ‘Helikopter’, sarà affiancato dalla nuova creazione ‘Licht’.

 Dopo la poesia di Preljocaj, si notano a Bolzano Danza anche due chicche sofisticate, come ‘Delirious Night’ della coreografa danese Mette Ingvartsen, presente anche a Vienna, e ‘Louise’, laboratorio umoristico tra danza e circo contemporaneo del pluripremiato regista svizzero Martin Zimmermann.

 A questo punto resterebbe giusto da guardare attentamente dentro al programma definitivo annunciato da McGregor, di cui si sono avute già succose anticipazioni relative ai due talenti premiati (con il Leone d’Oro alla carriera, la straordinaria maestra americana Twyla Tharp; e con il Leone d’Argento, la provocatoria performer brasiliana Carolina Bianchi) e alle due singolari nuove produzioni (una è affidata all’eclettico duo post-punk inglese dei Bullyace).

 Ma è davvero un’altra edizione impressionante, questa prima Biennale della seconda epoca McGregor, quasi volesse lasciare con tanto di palmo di naso i soliti cronisti faciloni che non pensavano potesse mai allestire ancora un’altra edizione del livello di quella vista nel ’24. E invece Sir Wayne, come se niente fosse, sempre sul filo del rasoio tra tradizione e innovazione, s’è arroccato intorno a un tema forte come ‘Creatori di Miti’ e si è dato da fare per commissionare vari nuovi lavori, in un Festival che vanterà 8 prime mondiali e co-commissioni.

Tra questi ci saranno i nuovi titoli dello stesso McGregor, tornato alla passione per il futuribile tecnologico, piuttosto che un assolo della portoghese Tânia Carvalho e l’ennesima novità firmata dallo spagnolo più richiesto d’Europa, Marcos Morau

 Difficile entrare in poche parole nel merito del vasto programma di Biennale Danza 2025. Si noti almeno che una delle migliori caratteristiche nasce dalla precisa visione del ruolo formativo di prim’ordine che può avere un’istituzione come quella veneziana. Per esempio, spiega McGregor, ‘i nostri Leoni d’Argento sono artisti più giovani che hanno ancora molto da dire nel loro lavoro e tempo per farlo: perciò non vogliamo limitarci solo a premiarli, ma ricevono anche un supporto economico per sostenere il loro prossimo grande progetto’. 

 Così quest’anno, oltre alla prima sulla carta esplosiva del nuovo ‘Brotherhood’ della Bianchi contro la mascolinità tossica, TAO Dance Theater, vincitori del Leone d’argento 2023, tornano a Venezia con due nuovissimi lavori della loro Numerical Series, 16+17, una co-commissione della Biennale Danza. Questa serie, spettacolo dopo spettacolo, sviluppa il loro approccio innovativo al movimento, attraverso la tecnica denominata Circular Movement System, una danza scandita dalla ripetizione ritualistica dei movimenti naturali del corpo, in grado di rafforzare l’attenzione dello spettatore in un gesto scevro di ogni ornamento.

'16' metterà a fuoco tutti i movimenti della testa, che nelle sue aree più nascoste e meno visibili diventa perno del movimento; e '17' il rapporto fra forma del suono e movimento del corpo, con quella che i coreografi chiamano ‘un’immaginazione cinestesica del suono’.

 Tra l’altro TAO Dance Theater è stata appena chiamata anche a ImPulsTanz, proprio per presentare quattro pezzi della stessa serie Numerical (oltre ai cinesi Vienna apre a Oriente con Unplugged Bodies, una compagnia della Corea che combina danza contemporanea, street dance britannica e kathak indiano in ‘Homo Faber’).

 Restando a Venezia, parlano da soli i numeri: in un impressionante cartellone di 17 giorni, andranno in scena 7 prime europee e 5 prime italiane, con 160 artisti coinvolti in ben 75 eventi. Non mancano tante altre occasioni da non perdere per gli appassionati.

Ci limitiamo ancora a citare soltanto la presenza con il nuovo ‘Simulacro’ dei nostri ‘emigranti’ fortunati di Kor'sia, visti ancora l’anno scorso a Bolzano danza: due ballerini coreografi e autentici dramaholici, che sanno aprire lo spettro della danza al teatro e a varie discipline, tra cui la pittura, il cinema, la moda, la tecnologia, il design, la musica, la letteratura e la filosofia.

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